Frotte di braccianti vestiti a festa (saluto a Giuseppe Zigaina)

Scompariva un anno fa, il 16 aprile, il pittore Giuseppe Zigaina, un grande artista e anche grande amico di Pasolini, che nel 1950 andò insieme a tanti altri artisti a portare la solidarietà ai braccianti del Cormor in lotta e colpiti da una pesante repressione, dedicando poi a loro importanti opere. Uno dei tanti dipinti per testimoniare quelle lotte, e dunque valorizzarle e farle conoscere, l’Assemblea di braccianti sul Cormôr, Zigaina lo presentò alla biennale  nel 1952 e in seguito preferì donarlo alla Galleria d’arte moderna di Udine, anziché cederlo a dei privati.

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Nel libro L’erba dagli zoccoli dedico alle vicende del Cormor uno dei racconti – La metamorfosi di un istante – composti per rievocare le lotte dei contadini e dei braccianti di tutta Italia in quel periodo. Quello del Cormor fu uno sciopero a rovescio – un garbato sciopero, lo chiama Palo Gaspari – simile a tanti altri più o meno garbati in tutta Italia, come ad esempio nel marzo di quello stesso anno a Lentella (Ch) per costruire una strada, mentre qui invece si trattava di realizzare un canale per bonificare le zone paludose del Cormor, nei pressi di Cervignano. Non erano episodi isolati, che accadevano o scaturivano così, come dal nulla, al contrario univano in una sola lotta l’intero paese. Lo sciopero del Cormor ebbe inizio il 19 maggio del 1950, appena due giorni prima era stato ucciso a Porto Mantovano il bracciante Vittorio Veronesi – proprio nel giorno del primo anniversario dell’uccisione a Molinella di Maria Margotti, durante il grande sciopero dei braccianti della primavera del 1949. Furono tanti, in ogni angolo del paese, dal sud al nord. Insieme a Zigaina e altri, anche Pier Paolo Pasolini fu testimone attivo di quella stagione in Friuli, come si può ritrovare nel suo primo romanzo Il Sogno di una cosa, dove rievoca una grande agitazione di qualche anno prima a San Vito al Tagliamento, oppure nella stessa raccolta Le ceneri di Gramsci, composta in quel periodo, nella quale si trova il poemetto Quadri friulani, dedicato proprio a Giuseppe Zigaina:
Ti ricordi di quella sera a Ruda?
Quel nostro darsi, insieme, a un gioco
di pura passione, misura della nostra cruda
gioventù, del nostro cuore ancora
poco più che puerile? Era una lotta
bruciante di se stessa, ma il suo  fuoco
si spandeva oltre noi, la notte,
ricordi?, ne era tutta piena nel fresco
vuoto, nelle strade percorse da frotte
di braccianti vestiti a festa,
di ragazzi venuti in bicicletta
dai borghi vicini: e la mesta,
quotidiana, cristiana, piazzetta
ne fiottava come in una sagra.
(…)
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