Processo articolo 4

art4Oggi è il 2 giugno, festa della Repubblica e anniversario – giusto settanta anni fa – della vittoria del referendum per la repubblica e l’elezione dell’assemblea costituente. Un anniversario il cui significato più importante troppo spesso è rimasto nascosto dietro la parata militare. Mi piace ricordare in questa giornata la figura di Danilo Dolci, che si lega invece al “processo all’articolo 4“, il processo che subì dopo l’arresto nel 1956, durante uno “sciopero alla rovescia”, mentre guidava un gruppo di braccianti a lavorare una  strada abbandonata all’incuria nei pressi di Partinico, chiamata la Trazzera vecchia.

Il contesto in cui maturò la vicenda, il lavoro di Dolci a Trappeto, vicino  Partinico, la preparazione dello sciopero e poi gli arresti e il processo sono narrati in un bel libro, ripubblicato pochi anni fa da Sellerio, in cui tutta la storia viene mostrata attraverso la ricostruzione del dibattimento processuale, anche attraverso le opposte testimonianze che così, per contrasto, evidenziano ancora meglio la portata etica e politica della lotta sociale in atto. Tra gli interrogati compare anche un giovane Goffredo Fofi, che in quel periodo era sceso in Sicilia per lavorare a fianco di Danilo Dolci. Lo sciopero alla Trazzera era stato preparato da Danilo Dolci con diverse iniziative, tra cui lo sciopero della fame a Trappeto, in piazza. Ma anche lo sciopero della fame era stato vietato.  “Ma non c’è da mangiare nemmeno in casa, perché non possiamo farlo insieme in piazza?” rispondeva Danilo Dolci, che poi portava anche un grammofono, per ascoltare musica e nutrire, se non il corpo, lo spirito.

Nel collegio di difesa c’era anche Piero Calamandrei, che pronunciò un’arringa memorabile, sottolineando che alla sbarra c’erano non soltanto i manifestati ma la Costituzione stessa. I contadini in quegli anni spesso manifestavano attaccando sulle loro bandiere gli articoli della Costituzione che più da vicino riguardavano la loro condizione. Che cosa recita l’articolo 4? “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”  Di fatto difendeva lo sciopero alla rovescia. Si tratta, altrettanto di fatto, di lavorare gratis, perché allora metteva così paura questa forma di lotta, praticata spesso in quegli anni e altrettanto spesso repressa? È il loro rendersi attivi e protagonisti che mette paura. “È fatto giorno, siamo entrati in gioco anche noi” scriveva appena pochi anni prima il poeta contadino Rocco Scotellaro. “Non piace ai padroni quando le mani e le braccia diventano come una testa che pensa” faccio dire al personaggio di Cosima nel racconto che nel libro L’erba dagli zoccoli dedico a un altro sciopero alla rovescia, sempre per costruire una strada, a Lentella, in Abruzzo.

Cercando in rete, ho trovato sul processo all’articolo 4 un adattamento teatrale realizzato un paio di anni dall’Ordine degli Avvocati di Agrigento, che in quell’occasione ha voluto festeggiare il 140° anniversario della fondazione dell’ordine con questo omaggio a Danilo Dolci, e quindi alle lotte contadine e alla Costituzione, affidando inoltre la messa in scena non a compagnie esterne ma a loro stessi, salendo sul palco, come in una rievocazione popolare. Il filmato è disponibile su Youtube. Qui.

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