Nella città del Poeta

14517529_1026777150776773_8166759576495845622_nInnanzitutto complimenti a Francesca e Beatrice per la bella libreria Passepartout, piacevole e accogliente come una serata in famiglia e ricca di tanti libri interessanti, nonché di apprezzabili calici di vino, giusto per sottolineare che anche il vino è cultura e in quanto tale merita di essere apprezzato nel giusto modo. Serata con diversi amici, che qui siamo dalle nostre parti e quindi era buona l’occasione per ritrovarsi insieme. Siamo stati a Recanati, la città del Poeta, che nel libro L’erba dagli zoccoli cito due volte.
La prima in esergo al primo racconto, autobiografico, con una breve citazione dallo Zibaldone: «L’immaginazione spinge sempre verso quello che non cade sotto i sensi. Quindi verso il futuro e la posterità, perché il presente è limitato e non può contenerla.» Che mi sono permesso di piegare allo spirito del libro, che è quello di raccontare la verità con la fantasia, perché “è una storia che rischia di perdersi e solo la fantasia può mantenerla viva”, come dice nel primo dei racconti contadini il primo personaggio che entra in scena, che ho chiamato Cosima, mentre si appresta a rievocare la sua storia, di quando era ragazza, ai suoi nipoti che vogliono sapere.
14485103_1026777107443444_5303115694872748606_nLa seconda citazione in realtà è uno scherzo, faccio recitare a questo stesso personaggio alcuni versi del Poeta, ma tradotti in dialetto vastese, nella lingua quotidiana parlata in quel paese. Un gioco, per sottolineare la ricchezza linguistica, e identitaria, del nostro paese. E trovandomi nella città del Poeta, non potevo certo nasconderlo. Del resto ho sempre avuto la convinzione, forse controcorrente, che al Poeta piacesse scherzare. Anche con questo gioco, e con qualche buon calice di vino, la serata si è svolta in modo molto piacevole, con le letture sempre accompagnate da Silvano Staffolani (cartoline d’autore), in quello che sta diventando pian piano un nuovo percorso di ricerca, di abbinamento musica e parole, con le storie che entrambe raccontano. Nel repertorio, chiamiamolo così, è entrata già una nuova canzone preparata insieme e ispirata proprio ad uno dei racconti del libro, quello dedicato a Maria Margotti.
I brani che ho scelto di leggere erano tratti da quattro racconti riconducibili a quattro diverse tipologie delle lotte contadine di allora: le lotte dei mezzadri del Centro Italia, il grande sciopero dei braccianti del 1949, i contadini senza terra e le occupazioni dei latifondi del sud, gli scioperi alla rovescio. E poi, una lunga chiacchierata con gli amici presenti, sui temi del libro e sulla loro attualità anche in diverse vicende del presente, ma senza trascurare nemmeno aneddoti, vecchi ricordi o rilanciarci nuovi stimoli.

(Video di alcuni momenti della serata)

 

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