Sbandiera la falce sei un mietitore

IL MIETITORE, storia di una canzone. È l’ultima arrivata, fino a questo momento, e che abbiamo aggiunto appena in tempo al CD distribuito come regalo di Natale (qui in Free Download).
La canzone mi girava però in testa da tempo, da quando Silvano questa estate mi aveva stuzzicato a scrivere testi, e da quando la notte tra il 23 e il 24 agosto rinviai ad una altra data, per puro caso, un’uscita che avevo programmata sui Sibillini, per farmi a piedi il Sentiero dei Mietitori. Da quella notte, su quel sentiero e in tutta la zona, è tutta un’altra storia, una Storia che ora deve letteralmente rimboccarsi le maniche, come il mietitore, per ribadire che vuole continuare ad esserci.
La canzone non è legata a un racconto particolare del libro, nel  quale accenno ai mietitori solo a margine di alcuni dialoghi tra i personaggi che metto in scena, o nel racconto biografico introduttivo. Accenni molto veloci, come di elementi naturali del paesaggio o dei ritmi della vita quotidiana e annuale, che non hanno bisogno di molto per far sentire comunque la presenza del loro carattere costitutivo.
La canzone, dunque, è dedicata a tutti coloro che come il mietitore si rimboccano le maniche e si ostinano a mandare avanti La Storia.

Il Mietitore
testo di Tullio Bugari, musica di Silvano Staffolani
La falce poggiata sulla spalla
Dritta in alto sembra una bandiera
A tracolla la sacca e la fiasca
Legata alla vita la pietra che affila
Il passo è antico conosce il tempo
La stagione di nuovo è dolce
Un po’ alla volta il grano imbionda
Lungo la strada che sale al monte
Un po’ alla volta il grano imbionda
Lungo la strada che sale al monte
Dormi di notte sotto le stelle
Accanto luccica la lama affilata
L’aurora sai già quanto è bella
Ti soffermi sempre a mirarla
Poi un cenno al cielo e l’altro al grano
Con le mani impugni le manopole
Fletti le ginocchia ruoti le braccia
E il corpo danza la lama volteggia
Fletti le ginocchia ruoti le braccia
E il corpo danza la lama volteggia
La lama si logora a falciare nel giorno
Con la tua pietra l’affilerai di notte
Luccicherà ancora domani nel grano
Luccicherà ancora domani nel grano
Il corpo si logora a falciare nel giorno
Con quali sogni l’affilerai di notte
Che fatica luccicare domani nel giorno
Che fatica luccicare domani nel giorno
Ora cammini sul fianco del monte
Qui il sentiero prende il tuo nome
La terra balza in alto sfida il cielo
Qui la vertigine si confonde col sogno
Ti fermi sollevi la falce più che puoi
Fletti le ginocchia ruoti le braccia
E il corpo danza la lama volteggia
Sbandiera la falce sei un mietitore
E il corpo danza la lama volteggia
Sbandiera la falce sei un mietitore
Il sentiero si logora a trattenere la terra
Come puoi affilarlo usando solo la pietra
Sbandiera la falce sei un mietitore
Sbandiera la falce sei un mietitore

(Le canzoni da L’erba dagli zoccoli; testi di Tullio Bugari, musiche di Silvano Staffolani)

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...