Il rogo delle biciclette (dedicato ai contadini dell’Arneo)

Il rogo delle biciclette (dedicato ai contadini dell’Arneo). Ecco l’ultima canzone arrivata, appena in tempo prima di capodanno, per ricordare le due occupazioni delle terre d’Arneo, nel feudo di Nardò in Salento, che avvennero appunto nei giorni di capodanno, per due anni consecutivi, tra il ’49 e ’50 e poi tra il ’50 e ’51, visto che nel frattempo i padroni 1non avevano rispetto gli accordi, e per di più lo stesso governo aveva lasciato fuori dalla pseudo riforma agraria la provincia di Lecce, reinserita dopo la seconda occupazione. Alcune migliaia i braccianti a occupare, e centinaia poliziotti e carabinieri a seguirli e aspettarli; fu nel secondo anno che si verificò il sequestro delle biciclette, una pratica più dispettosa che repressiva e assai diffusa allora negli scioperi dei braccianti in ogni parte d’Italia, ma qui assunse una dimensione particolare, e poi come se non bastasse decine e decine di biciclette furono date alle fiamme.  Lasciò delle cronache anche il poeta Vittorio Bodini, inviato speciale del giornale per cui lavorava, e che entrò in Arneo clandestino, perché tutta l’area era stata dichiarata zona militare; durante l’occupazione si alzò in volo perfino un aereo, per segnalare ai carabinieri a terra i movimenti dei contadini, che venivano da tutti i paesi attorno, Nardò, Copertino, Leveranno, Carmiano, San Pancrazio e tutti gli altri. Fu di Vittorio Bodini l’espressione “terra ingrugnita” per descrivere la riottosità di questa terra, che richiedeva molta fatica per essere addomesticata.

Alle occupazioni dell’Arneo dedico nel libro l’ultimo racconto, “L’aereo che fa la guerra ai contadini”, come in chiusura di un ipotetico viaggio nell’Italia in quegli anni, seguendo il calendario delle occupazioni, degli scioperi a rovescio e delle lotte bracciantili. La mia prima visita in zona le feci accompagnato dal regista Luigi del Prete, autore di un bel film documentario, disponibile in parte anche su YouTube, con il titolo“L’Arneide”, perché di un’epopea si tratta. Poi l’estate scorsa ho avuto il piacere di tornare con il libro e di leggere alcuni brani, in due serate molto intense, la prima un po’ più a sud dell’Arneo, in aperta campagna sotto le stelle presso i terreni della cooperativa Karadrà, e poi la sera dopo proprio in Arneo, all’agriturismo Le Fattizze, dove ho avuto l’occasione di conoscere uno dei ragazzi di quelle lontane giornate, il bracciante Giacomino Ingrosso.

Ora ho voluto aggiungere al racconto anche le parole di questa canzone, che il cantautore Silvano Staffolani ha musicato e interpretato, per aggiungerla alle altre fino ad ora composte, per dedicarla a tutti i braccianti e i contadini di ieri e di oggi e a tutti gli amici che abbiamo la ventura di incontrare nei nostri giri di reading concerto, con i racconti e con le canzoni da L’erba dagli zoccoli.
Buon anno e buone lotte a tutti.

(la foto l’ho scattata dalla torretta di osservazione dell’agriturismo Le Fattizze; qui le ALTRE FOTO)

IL ROGO DELLE BICICLETTE 
(testo di Tullio Bugari, musica di Silvano Staffolani)
Bruciano
Pompe contorte
Fiamme nere
Un campanello rovente
Crepita il suono
Crepita l’aria
Crepita il cuore respinto
Crepita
La nostra rabbia umiliata
La nostra lotta che respira
La nostra rabbia umiliata
La nostra lotta che respira
Dicono
Basta accordi
Non diamo terre
Padroni ancora insolenti
I braccianti insorgono
Crepita l’aria
Crepita il cuore respinto
Crepita
Di nuovo a capodanno
A occupare l’Arneo
Di nuovo a capodanno
A occupare l’Arneo
Zappano
I braccianti in lotta
Estraggono pietre
La terra da smacchiare
Bruciano rovi
Fanno solchi
Vogliono addirittura seminare
Vogliono
Sulla pelle di questa terra
Da addomesticare
Sulla pelle di questa fame
Da addomesticare
L’aeroplano
È un trimotore
Spunta dalla torre
Sorvola basso segnala
Ecco i carabinieri
Prendono il Carignano
Fuggono attorno i braccianti
Fuggono
A guardare impotenti
Il rogo delle biciclette
A guardare impotenti
Il rogo delle biciclette
Bruciano
Pompe contorte
Fiamme nere
Un campanello rovente
Crepita la nostra lotta
Crepita l’aria
Riprenderemo ancora questa terra
Riprenderemo
Crepita la nostra lotta
Crepita l’aria
Riprenderemo ancora questa terra
Riprenderemo
Crepita la nostra lotta
Crepita l’aria
Riprenderemo ancora questa terra
Riprenderemo
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