Torino (libreria Il Ponte sulla Dora, 13 gennaio)

arrivi_2Il prossimo fine settimana, venerdì, il primo appuntamento del nuovo anno, a Torino, in lettura e musica (libreria Il Ponte sulla Dora, ore 21.00), e poi il pomeriggio dopo a Savignone (Ge), serata finale del premio letterario Parole di Terra, a cui partecipo con L’erba dagli zoccoli come opera finalista.
È il secondo passaggio a Torino, dopo lo scorso giugno con i tre appuntamenti a Chivasso, Torino e Bussoleno. È interessante per un libro con racconti in prevalenza sul meridione ritrovarsi a Torino più che da altre parti.
Anche questa volta il pensiero mi vola direttamente, come sempre in occasioni simili, a Piazza Statuto e alla rivolta degli “scamiciati”, come li chiamarono, l’8 luglio del 1962, citata spesso come la prima vera entrata in scena nelle lotte operaie del nord dei migranti ex contadini del sud, una sorta di prime prove e di prime avvisaglie dell’oramai vicino autunno caldo. Un giovane Goffredo Fofi, reduce dal processo subito insieme a Danilo Dolci per lo sciopero a rovescio del ’56 a Trappeto, è a Torino per immergersi in questa immigrazione e pubblica nel ’64 “L’emigrazione meridionale a Torino”.
Ho letto di queste migrazioni, mentre lavoravo ai racconti del mio libro, anche nella tesi di laurea di Nica Mammì, che mi accompagnerà venerdì sera nella lettura di brani dal libro, come già aveva fatto a giugno, e ad alternarsi con noi, dalle storie lette alle storie cantate, insieme a Silvano Staffolani con cui in questi mesi ho lavorato proprio alle canzoni, altri due amici, Daniele Contador Contardo e Michele Santoro. Anche loro presenti a giugno (nel video si vede con noi al tavolo anche Filippo Novello), mancava allora solo Silvano e mancavano ancora le canzoni nate in questi ultimi mesi. Nica e Daniele sono i “bikepartisans” di “2 Ruote di Resistenza” e insieme a loro avevo già avuto un’altra occasione, dalle mie parti, “una serata sull’aia“, dedicata soprattutto al loro progetto, “alla ricerca del popolo che manca.”

Ai migranti tutti, di ieri e di oggi, io e Silvano abbiamo dedicato una delle nostre canzoni, “Sogni alla deriva”, e dedico nei diversi racconti del libro molti accenni, ne riporto di seguito quattro: il primo dal racconto “Ti porterò gli odori della terra”, dedicato a Rocco Scotellaro e a Giuseppe Novello, il secondo all’interno del racconto “Lentella” dedicato allo sciopero a rovescio del 21 marzo ’50, il terzo da “La semina delle fave” il racconto dedicato ala vicenda di Melissa e l’ultimo dal racconto dedicato alle occupazioni d’Arneo in Salento ma la citazione riguarda lo sciopero del 2011 dei raccoglitori africani a Nardò.

*

«Il Partito non lo sa ancora che sì e no una generazione dopo, perfino questa lotta contro il cosiddetto imperialismo, i contadini la faranno ma ancora una volta di testa loro, dopo aver accettato e aspettato pazienti il corso della Storia, andando di persona a dare man forte a quella direzione operaia direttamente dentro le fabbriche del Nord. Le prime prove generali le faranno dopo una decina d’anni appena, un niente, a Torino in Piazza Statuto, gli scamiciati li chiameranno, poi una breve pausa prima di riaccendersi ancora nel “fiatnam” dell’autunno caldo.»

*

«Tutti hanno fatto tante cose ma se il lavoro non c’è più perché ce l’hanno tolto, allora ecco che noi andiamo a riprenderlo in Germania, in Belgio o in Svizzera, perché da qualche parte dobbiamo pur trovarlo. Anche in Australia, dove ci sono già tanti nostri parenti. Ci sparpagliamo ovunque. Se non hai la carta ti rimandano indietro, così ci pensa il Sindaco a firmarla. Partono anche tante donne, il paese si svuota. Si zitta. Il silenzio ora è come un’aria andata lontano. E il viaggio? In corriera e fino a dove? Poi il treno ma attraverso che cosa? All’arrivo fatti scendere allo scalo merci, come bestie, e subito via a fare qualsiasi cosa…»

*

«“A Battipaglia… ma eccola qui la lapide di mio zio.”
“Non l’hanno riportato in paese?”
“In paese hanno aggiunto una seconda lapide, insieme a quella dei nonni. Quella vera è rimasta qui, lui s’era sposato in Belgio.”
“Con una belga?”
“Una francese, emigrante anche lei.”
“Che fai?”
“Aggiungo questa piccola lapide portata dal paese.”
“Di chi è?”
“Mia zia, sua sorella: morta in un incidente. Abbiamo due paesi, uno qui e l’altro giù, due cimiteri, due lapidi…”
“Tutto doppio!”
“Non è doppio, è soltanto diviso in due.”
“È la vita piuttosto, che nemmeno a raddoppiarla ne fai una intera: resta sempre divisa! Che dicevi, piuttosto, di Battipaglia?”»

*

«Controllo i miei appunti, cerco in rete con il mio iPad qualche riscontro ma ecco che mi imbatto nel primo sciopero, pochi anni fa, dei braccianti africani a Nardò. “Sulla pelle viva” è il titolo di un libro che ne racconta le ragioni e lo svolgersi. Non c’è speranza in questo viaggio che ho intrapreso, più trovo storie che dovrebbero completare il quadro in un insieme di memorie, e più scopro legami, relazioni, dettagli, coincidenze con vicende che si ripetono nel tempo come un rimosso che riemerge, rendendo ogni volta il quadro di nuovo incompleto.»

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Ed ecco qui un paio di foto della bella serata che poi si è svolta alla libreria Il Ponte sulla Dora a Torino, il 13 gennaio, una vera e calorosa condivisione di gruppo, «L’erba dagli zoccoli in reading concerto» insieme a «2 Ruote di Resistenza 2014 Alla ricerca del popolo che manca»: sono stato accompagnato nella lettura da Nica Mammì, che si è alternata con me, e dagli interventi di Michele Santoro, mentre Silvano Staffolani alla chitarra è stato accompagnato dall’organetto di Daniele Contador Contardo; un grazie a tutti e in particolare all’amico Filippo Novello che ci ha raggiunto in libreria con altri amici di Chivasso.

2to1to

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