Reading concerto 25 aprile

25 aprile in reading concerto al Lab Sociale Fabbri di Fabriano. L’altra Resistenza, racconti di una lotta contadina. Questo è il sottotitolo del libro L’erba dagli zoccoli, perché fu l’altra Resistenza, quella combattuta dai contadini siciliani e calabresi che iniziarono le loro lotte per la terra appena sbarcarono nel Sud gli Alleati, lotte che proseguirono nel ’44 quando il ministro comunista Gullo  emanò i primi decreti per l’assegnazione delle terre ai contadini che si organizzavano in cooperative, e poi sù, per tutta l’Italia, inseguendo la ritirata dei nazifascisti. Alla fine del ’44 nel centro Italia iniziano subito le lotte dei mezzadri e si tengono i primi congressi, e così  a seguire. Nei primi anni del dopoguerra le lotte dei contadini interessano tutto il paese, da Nord a Sud, dai braccianti, ai mezzadri, ai contadini senza terra del sud. Tra le forme di lotta le occupazioni delle terre incolte, soprattutto gli scioperi a rovescio per far applicare l’imponibile di manodopera e sbloccare i lavori pubblici per la ricostruzione di strade, scuole, bonifiche, e gli scioperi dei braccianti. Molti di questi contadini, e dei dirigenti che si formano tra le loro fila, sono stati partigiani in montagna, oppure sono militari italiani deportati in Germania dopo l’8 settembre, reduci sopravvissuti alle campagne d’Africa e di Russia, è una grande lotta di popolo, di donne e di uomini, che trovano nel sindacato, all’inizio unitario, l’organizzazione giusta, ma poi proseguono anche dopo le divisioni politiche del 47 e dopo il 48 iniziano a fissare sulle bandiere con cui vanno occupare le terre gli articoli della nuova Costituzione, dove sono stati scritti i loro diritti, la loro democrazia scritta finalmente sulla carta, e che ora cercano di applicare.

Molto sommariamente è questo il quadro di quegli anni. L’altra Resistenza non certo nel senso dell’alternativa, ma della sua continuità ed estensione anche in quelle regioni del Sud dove non ci fu bisogno di Resistenza armata contro gli occupanti, già scappati, e quindi la Resistenza era da subito lotta sociale, e comunque molte persone delle regioni meridionali presero ugualmente parte della Resistenza armata, combattendo con le formazioni partigiane lontano dalle loro case.

Alcuni esempi li ho trovati anche nella nostra zona, come a Jesi dove tra i 7 Martiri del XX giugno c’erano anche due militari del Sud, Enzo Carboni di Santa Eufemia in Calabria e Calogero Grascello di Agrigento, oppure a Staffolo, nelle colline attorno a Jesi, una lapide ricorda tra i fucilati del 29 giugno ’44 anche Antonio Alesci di Bisacquino (Corleone). Questo pomeriggio abbiamo aperto il reading concerto con la canzone Il vento del Nord dedicata a a Placido Rizzotto, che fa partigiano in Carnia e poi, una volta ritornato in Sicilia come un vento del nord, divenne segretario della Camera del lavoro di Corleone, e dopo il suo assassinio il 10 marzo ’48 andò a sostituirlo Pio La Torre, il quale due anni dopo esatti, il 10 marzo ’50 veniva arrestato mentre guidava le occupazioni delle terre proprio a Bisacquino: erano diventati il vento del Sud.

È un po’ questo lo spirito che abbiamo condiviso al Lab Sociale Fabbri di Fabriano oggi pomeriggio, con L’erba dagli zoccoli in reading concerto. Tra le altre canzoni e brani del del libro letti, oltre a Placido Rizzotto abbiamo ricordato anche Vittorio Veronesi, anche lui partigiano, suo fratello partigiano era stato fucilato a Bologna nell’aprile ’44, e lui cadde vittima con un colpo di fucile durante uno sciopero di braccianti vicino Mantova il 17 maggio ’50.  E poi gli altri brani e canzoni, dedicati alle lotte mezzadrili nella nostra regione, alle occupazioni delle terre a Melissa, Montescaglioso, in terra d’Arneo in Salento.

Buon 25 aprile a tutti.

 

 

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