Oltre il confine. Al salone del libro.

“Oltre il confine” è il titolo del 30° salone del libro di Torino.  Un titolo per me suggestivo, che mi stuzzica tanti pensieri, luoghi e tempi diversi, presenti nel nostro immaginario e disseminati nella realtà, in questo mondo contemporaneo costellato di gabbie e muri, rotte balcaniche o mediterranee, enclave o periferie.
A questo salone ritorna dopo un paio anni di assenza uno stand della mia Regione aperto a tanti piccoli editori, all’insegna dello slogan ViviAmo le Marche. Regione, appunto, di marca o di confine, che è poi una periferia, a sua volta con le sue periferie o Aree interne, luoghi da cui partire e a cui tornare per ripartire ancora, e coglierne la consapevolezza rifuggendone la retorica, o perfino il provincialismo, non è mai cosa scontata.
Ci sarò anch’io a succedermi con gli altri presso la stand della Regione, la mia mezz’ora di conversazione è prevista nel programma venerdì 19 dalle ore 13.00 alle 13.30.

“L’erba dagli zoccoli” è un libro di racconti sulle lotte contadine nel dopoguerra; 11 storie vere raccontate in forma narrativa e accadute in altrettante regioni italiane, in luoghi anche questi di periferia, nelle campagne e in tanti piccoli paesi non isolati tra loro ma uniti da un comune orizzonte.
Il libro è stato pubblicato un anno fa dall’editore marchigiano Vydia. In questi 12 mesi ho avuto occasione di di presentarlo almeno una trentina di volte, la prima a Lentella  – un paesino di circa 500 abitanti nel sud dell’Abruzzo, nel giorno dell’anniversario di un importante sciopero a rovescio del 21 marzo 1950, quando restarono uccisi due contadini, Cosmo Mangiocco e Nicola Mattia – e l’ultima appena una settimana fa in un altro paese di circa 500 abitanti, Montegallo, dove nella frazione di Uscerno è stata organizzata una festa della Primavera dedicata alle popolazioni colpite dai terremoti del 24 agosto e successivi.

Sono queste ora le aree interne della nostra regione. Un amico ha coniato il termine “strategia dell’abbandono”, che sintetizza, come uno schiaffo alle facili parole della retorica, qual è ora il rischio vero. Le macerie sono ancora tutte al loro posto e le persone ancora sparpagliate ovunque come una diaspora che non riceve ancora la giusta attenzione. Con gli amici della Pro Loco di Montegallo abbiamo discusso insieme di quale parola utilizzare, che sia più adatta di Ricostruzione.

Sulla piazzetta di Uscerno ho presentato il libro nella forma di reading concerto, letture più canzoni, iniziando con la canzone Il mietitore, dedicata al sentiero dei mietitori, che costeggia su in alto il versante sud del Monte Vettore, proprio dove la linea di faglia del terremoto si apre in superficie. Passavano di qui i mietitori con la falce alta sulla spalla, diretti verso Castelluccio, l’Umbria e le altre campagne.

Nel corso delle presentazioni avute nell’anno si è sviluppata una collaborazione con il musicista Silvano Staffolani e così insieme abbiamo composto una dozzina di canzoni tratte dalle stesse storie del libro, e insieme abbiamo strutturato un reading concerto di letture e di canzoni dal libro, come nelle tradizioni popolari, con le storie che vengono tramandate leggendo e cantando. Ogni volta è stata una situazione diversa e un pretesto per ricordare pagine dimenticate della nostra storia collettiva, e ritrovarne la continuità nelle storie che accadono oggi.

Venerdì 19 maggio invece al salone del libro a Torino gli spazi a disposizione sono diversi, niente reading concerto, però sarà con me a condividere l’occasione e a conversare insieme l’amico Filippo Novello. Uno dei racconti del libro è dedicato alle lotte dei braccianti lucani, al poeta contadino Rocco Scotellaro e al bracciante Giuseppe Novello, il padre di Filippo, che restò ferito a morte a Montescaglioso, a sud di Matera, il 14 dicembre 1949, e poi morì tre giorni dopo. Sulla piazza di Montescaglioso lo si vede in questa statua, a piedi nudi e con la zappa in spalla. Anche su questa storia insieme a Silvano abbiamo composto una canzone citando versi di Rocco Scotellaro, con la quale spesso concludiamo il reading concerto: SCAGLIOSA.

Con Filippo Novello ho già avuto altre occasioni a Torino e Chivasso per condividere queste memorie, che nel suo caso fanno parte della sua storia di vita. Così approfittiamo della coralità di questa grande kermesse che è il salone del libro, per ricavarci un nostro spazio e dedicare di nuovo insieme un momento importante alla storia delle lotte contadine.

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Ed ecco qui alcuni articoli sulla serata, dai giornali online Centropagina (“L’erba dagli zoccoli”, i racconti di Tullio Bugari al Salone del Libro) e Leggopassword (Bugari e Curzi al salone del libro
e alcune foto della presentazione/conversazione, insieme a Filippo Novello, e poi del dopo presentazione insieme all’editore Luca Bartoli e al giornalista e scrittore Pierfrancesco Curzi.

https://lerbadaglizoccoli.wordpress.com

 

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