Alla festa dell’olio nuovo

«… Noi le olive non vogliamo regalarle più, rispondono i ragazzi, andiamo nei mercati ci alziamo all’alba facciamo i pendolari dell’olio: glielo dobbiamo a chi ha costruito la nostra strada, il nostro bene comune. Da questa altura possiamo guardare la valle fino al mare, e vedere così anche lo scempio, il prezzo del progresso. Ma non è solo per il paesaggio, è qualcosa di più profondo. Una qualità di olio non si produce ovunque, non basta la tecnica, dipende dall’equilibrio del suolo, un’idea semplice che è difficile a farsi, dietro c’è la cura delle persone, il lavorio continuo, il rispetto, la ricerca, le storie vissute, il nostro spazio sociale. Il vivere quotidiano. Lo stesso profumo dell’aria…»:  è un brano del libro tratto dal racconto dedicato a Lentella, nel sud dell’Abruzzo al confine con il Molise.

Ieri sera, domenica 12 novembre eravamo invece nelle Marche ma in un borgo altrettanto piccolo e vivo, Scapezzano, una frazione di Senigallia, dove dal 9 al 12 novembre, su iniziativa del circolo Arci pro-Scapezzano, si è svolta la festa dell’Olio Nuovo. La cornice migliore per il reading concerto dedicato alle lotte contadine, prestando attenzione non solo alla fatica e durezza di quelle lotte e di quelle condizioni di vita, ma anche alla soddisfazione di godere alla fine dei prodotti della terra, nel rispetto della terra. Nel manifesto preparato per l’occasione c’era scritto: “La nostra è una festa eco solidale. Tutte le pietanze verranno servite utilizzando stoviglie i ceramica o realizzate in materiali compostabili. Serviamo acqua potabile di Gorgovivo.”

O di godere anche della festa in piazza, quando il paese si ritrova, con le sue musiche e i suoi balli, e la musica esorcizza le fatiche e fa manutenzione dello spirito: ad animare questa parte della festa c’erano, nelle ore del pomeriggio precedenti il reading concerto, “I fiji d’Ottrano” , e proprio due di loro sono gli stessi che poi si alternano con me alla mia lettura dei brani scelti dal libro: Silvano Staffolani, coautore delle canzoni e del reading concerto, e il giovane Lorenzo Cantori alle percussioni.

Il reading concerto  lo abbiamo aperto e chiuso dedicandolo in modo specifico alla solidarietà. In apertura con la canzone “Il mietitore” dedicata al sentiero dei mietitori e alle terre dei Sibillini nel sud della regione martoriate dal terremoto, ricordando così anche le iniziative di solidarietà partite in diverse occasioni dalla realtà che ci ospitava: personalmente ricordo qui a Scapezzano, un paio di anni fa, una cena di solidarietà a cui aveva partecipato l’intero paese, in quel caso l’aiuto andava ai circoli arci che nella zona erano stati colpiti dall’alluvione del 2014. In chiusura del reading invece abbiamo proposto la canzone “Corre il treno”, per ricordare quel grande movimento di solidarietà che nel dopoguerra interessò quasi centomila bambini ospitati per periodi più o meno lunghi da altre famiglie, per tenerli lontani dalle città bombardate della guerra e qualche anno dopo dalla miseria che colpiva le famiglie contadine oggetto della repressione durante le lotte. Una grande solidarietà che univa il paese da sud a nord.

Una serata dedicata dunque alle memorie di ieri e al presente di oggi.

(L’evento su FB)

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