Alla Libreria Safarà, il 4 marzo


Libreria Safarà.
 4 marzo 2018. È da un po’ di tempo che ci mancava una libreria, il luogo giusto per condividere in mezzo ai libri e alle tante storie raccolte nei libri, anche le emozioni delle nostre storie, con gli amici incuriositi e venuti lì apposta per ascoltarle. “La memoria siamo noi in questa stanza” recita una strofa di Fragalà, la canzone dedicata alle vicende di Melissa: “la portiamo sempre addosso, sempre a rovistarci, non dovremmo mai farlo da soli”.
E dunque è importante farlo insieme, ed è anche piacevole condividere le storie di ieri e riscoprirne l’attualità, le assonanze, le suggestioni. Riscoprirne il sentimento, la parte sana delle intenzioni.
E anche i segreti e il non detto che ancora quelle storie contengono, che non sono poco e dobbiamo ancora finire di… o ricominciare a scoprire. “Sono storie che rischiano di perdersi, e solo la fantasia può mantenerle ancora vive” recita la strofa di un’altra canzone, quella dedicata allo sciopero a rovescio di Lentella, nel sud dell’Abruzzo, per costruire da soli una strada.

Un altro passo di questa canzone, tratto sempre dal racconto contenuto nel libro, commenta l’impatto eversivo di quello sciopero a rovescio, in questo modo: “No, non piace ai padroni quando le mani e le braccia sono come una testa che pensa”. Dove la parola padroni assume oggi significati ancora più ampi.

È un mondo intenso e vivo quello rievocato nel libro, ma non è un mondo bucolico o da ricordare con nostalgia proprio perché non esiste più, o da rimpiangere perché chissà quando o quanto vi stavano bene: “Soltanto oggi avverto con pienezza – scrivo nel libro nel primo racconto, autobiografico – il senso drammatico della frattura che quelle generazioni hanno vissuto, e non tanto per quel mondo che non c’è quasi più da nessuna parte, perché anche loro volevano cambiarlo per averne uno migliore. E se gli avessero dato retta, l’avremmo avuto davvero uno migliore. Direi piuttosto che la frattura riguarda il patrimonio di esperienze che hanno affrontato per ottenerlo, l’impegno che ci hanno messo, la vita senza arzigogoli di linguaggio ma direttamente. Un patrimonio enorme, che non si vede.”

È questo patrimonio, non solo delle lotte ma della vita tutta, che le lotte da sole non avrebbero senso, che cerchiamo di far rivivere, almeno un poco, con i racconti del libro e le canzoni alle stesse storie ispirate, e poter condividere questo all’interno di una libreria e in mezzo ai suoi scafali di libri in attesa di essere presi e letti, ha senza dubbio un valore ulteriore in più. Anche questa è una forma di resistenza contadina.

Una postilla: il 4 marzo, mentre eravamo raccolti in libreria a resistere, erano ancora in corso le elezioni politiche a conclusione della campagna elettorale più insulsa che abbia mai visto, tra rottamatori, cettola qualunque, ministri della paura e rottamati alla deriva, e ora mentre scrivo sono noti i risultati (quasi definitivi). La tentazione di volgersi e chiudersi con nostalgia al mondo di ieri, con la sua capacità di mobilitazione e di vivere la vita “senza arzigogoli di linguaggio ma direttamente” sembra forte, tanto ci fanno sembrare incerto e a tratti inquietante questo presente. Vale sempre lo stesso discorso: riscoprire e far rivivere il senso più sano di quel patrimonio di esperienze, che sono anche le nostre.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...