Le donne, le donne! Sono state le donne a cominciare (la serata a Cupramontana)

Interessante incontro alla sala consiliare del Comune di Cupramontana, la scorsa domenica 11 marzo; ecco di seguito la scaletta del reading concerto che avevo già preparato nei giorni precedenti, e poi alcune foto della serata. 

Giornate di 8 marzo. Sto preparando la scaletta per le letture e il reading di domenica prossima, l’11 a Cupramontana. “Le donne, le donne! Sono state le donne a cominciare, le raccoglitrici di gelsomino nella piana di Milazzo, ad incrociare le braccia sin dal crepuscolo dell’alba…” scriveva lo scrittore siciliano Vincenzo Consolo in un brano dedicato a Pio La Torre, che cito nel racconto sulle lotte contadine in Sicilia, nello specifico nella zona di Corleone.

Le donne ebbero un ruolo primario nelle mobilitazioni di quegli anni, e molte furono le giovani dirigenti che si trovarono a guidare cortei immensi di contadini sulle terre da occupare. Alcune le cito direttamente, come Antonietta Profita o Concetta Mezzasalma, per quanto riguarda la Sicilia, dove forse ebbero una presenza e un protagonismo anche superiore a quello registrato in altre regioni, e che forse al tempo stesso è meno conosciuto.

Nei miei racconti le ho ritrovate ovunque le donne. Ad esempio, Soccorsa Mollica, Teresa Palladino, Antonietta Reale e le altre protagoniste della battaglia di San Severo di Foggia, durante le giornate del 23 marzo 1950 (quelle dello sciopero generale di 48 ore per quanto era accaduto a Lentella, in Abruzzo), quando molte donne furono arrestate insieme agli uomini. Molti bambini rimasti soli in casa furono ospitati per un periodo da altre famiglie contadine del centro e del nord, e un gruppo venne nella nostra regione ad Ancona, dove a organizzare l’accoglienza c’erano altre donne, come Derna Scandali e altre compagne dell’Udi. Sono i treni della felicità, raccontati nel libro di Gianni Rinaldi e nel film La pasta nera di Alessandro Piva, a cui noi abbiamo dedicato la canzone Corre il treno”.

Le ho ritrovate le donne a Montescaglioso, nel racconto del libro dedicato a Giuseppe Novello, il bracciante allora ucciso. Insieme a sua moglie Vincenza Castria è folto il gruppo di donne che animavano quel movimento bracciantile, e alcune le cito, come Marianna Menzano, Anna Avena, Nunzia Suglia. Anche i bambini di Montescaglio furono accolti per un periodo da famiglie contadine del centro nord, e di alcuni ho ritrovato in una cronaca locale su un giornale, quando arrivarono alla stazione di Pesaro nel maggio del ’50.

Un racconto intero del libro, e una canzone, è dedicato alla storia di Maria Margotti, di Argenta, che cadde vittima durante il grande sciopero dei braccianti del maggio ’49, mentre rientrava verso casa insieme a tutte le altre donne della zona, in giro dall’alba con le loro biciclette per andare a dissuadere i crumiri e convincerli a passare dalla loro parte. E fu una donna a scrivere il primo articolo commemorativo di Maria Margotti, dal quale ho ripreso l’invocazione che guida il mio racconto nel libro, “Su alzati Maria”: lo scrisse Renata Viganò, partigiana appena pochi anni prima, che davanti casa di Maria c’era passata durante i suoi trasferimenti dalla montagna ai nascondigli nelle paludi del Polesine, sulle quali scrisse anche un libro che divenne famoso e divenne un film: L’Agnese va a morire.

Le canzoni, furono un momento molto importante di coralità collettiva, e di rielaborazione dei lutti e delle durezze di quelle lotte. Soccorsa Mollica racconta che quella notte in carcere, il 23 marzo, rubarono un pezzo di gesso e con quello scrissero i versi di una canzone: Che giornata di coraggio. La stessa cosa la fecero le mondine di Argenta: nella canzone che anche noi oggi abbiamo dedicato a Maria Margotti, abbiamo citato il verso di una loro canzone che canta così delle donne del collettivo: “Quando passano loro passa la campagna, si sente l’odore della terra e del fieno.” 

Le donne le ho incontrate con facilità in ciascuno racconto, spesso alla testa dei cortei a sventolare le bandiere, come la Garibaldina di Lentella, oppure pronte a sdraiarsi a terra davanti ai camion della Celere che tentavano di portare via gli uomini che zappavano la terra durante le occupazioni, o negli scioperi a rovescio, nel mio libro ne racconto due,  quello realizzato a Lentella, in Abruzzo, per costruire una strada, e quello in Friuli per costruire un canale e bonificare le zone paludose del Cormor.  Sono tante le storie che ho trovato e poi citato nei racconti, che  ho solo l’imbarazzo della scelta per inserirne alcune nella scaletta del reading di domenica prossima.

(nella foto in alto, Antonietta Profita, dirigente comunista delle lotte a Castellana; di seguito alcune foto scattate alla sera, durante il reading concerto)

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